Il sesto senso di Alice.

Il compito di chi inventa un prodotto e lo realizza è quello di costruire attraverso la realtà a cui dà forma un mondo completamente nuovo, un mondo altro che partendo dalle cose e dagli oggetti segna nuove strade da percorrere. Dove vogliamo andare non ha importanza, l’importante, guardandoci alle spalle, è non provare il desiderio di tornare a ieri, quando eravamo persone diverse. Il come ci andiamo, invece, è tutta un’altra cosa ed un altro stile. Possiamo usare un cavallo, una cabrio, una bicicletta, un bus stipato o il treno, ma un buon modo per viaggiare è “a cappello”. E il mondo si può cambiare “un cappello alla volta”.

«Vediamo, posso farvi una cuffia o una paglietta. O qualcosa per il vostro prossimo viaggio in Texas, un Texan, appunto. Un Fedora o un Hebrew. Meglio un Turban ( http://www.montegallo.eu/it/13-turban ) o un Paglia (http://www.montegallo.eu/it/paglia/42-the-hundred-straw-rosa.html). Vediamo che cappello ci prende, oggi.»

Un cappello è una prospettiva di stile con cui si vede il mondo, rovesciando il piano di osservazione e gustandoselo come un’esperienza. Perché un cappello si vive all’aperto, porta con sé l’impulso dell’esplorazione e dell’improvvisazione, in quella gioia di vivere in cui catapultiamo i desideri, nel non senso con cui godiamo del mondo e nella sperimentazione soggettiva delle sue regole. Viaggiare “a cappello” è un abbandono al fluire della vita nel suo manifestarsi straordinario, un vedere come e cosa gli altri non vedono, un esercizio quotidiano nel credere alle cose impossibili. Si può dire che il vero viaggio è “in” testa.

Facciamo il gioco del “se fosse”? Se fosse un sapore, un suono, uno spazio, cosa sarebbe un cappello per Alice?

Alice: “Se fosse un sapore sarebbe una spezia, una piccola sfumatura di gusto, a volte incomprensibile, che caratterizza e dà sapore al tutto. Un suono? Un canto delle sirene: intrigante, seducente, ipnotizzante. Sarebbe un luogo pieno di zone d'ombra, per farci stare dentro sogni interi e un profumo indimenticabile» Per Alice invece un cappello è protezione, mistero e seduzione»

Se un cappello è un invito al viaggio in un paese che somiglia a spazi interiori, sarebbe suono di giardini, fruscio zampillante di fontane e peschiere, ombra a ridosso delle mura del Castello della Zisa (PA), dove l’architettura fatimida di età normanna costruisce sulla facciata principale aperture che corrispondono ad una partitura musicale. Dentro, un gioco di scale e passaggi, come musica scolpita nella pietra. Le cose hanno un linguaggio tutto loro e sono piene di significati, il segreto è nel senso e il senso dei fiori è la fragranza che poi è anche il loro linguaggio. Sarebbe un viaggio in un tempo senza tempo, in un luogo in cui il tempo ha il gusto favolistico e speziato dell’oriente vicino.

Si ringrazia Alice Catena per Montegallo: http://www.montegallo.eu/it/

“Le avventure di Alice nel paese delle meraviglie”, Lewis Carroll, Mondadori 2000.

Claudia Sirchia Photographer: Facebook